L'Alba (9/9/2001)

 

E improvvisamente il buio.

E i colori, anche i più brillanti

 

diventarono neri. Neri come la

 

copertina dei quaderni di una volta,

 

e un sonno innaturale mi trasportò

in un mondo di incubi orrendi

 

popolato da immonde creature che

 

volevano prendere la mia esistenza. 

Brevi sprazzi di coscienza e udivo voci 

amiche  e vedevo  volti sfocati a cui 

avrei voluto chiedere aiuto.

 

Poi un angolo di quella copertina si illuminò

di un' intensa luce. E' l'alba, pensai, è ora

 

che mi sveglio.

 

Francesca mandami una poesia da inserire qui

Solitudine

Invano tento di percepire un rumore che non sia mio,

ma nessuno scende o sale le scale,

nessuno canta,

nessuno si prepara il caffè,

nessuno fa la doccia,

nessuno mi abbraccia.

Attimi  brevi che passano lentamente

e mi accorgo che i miei occhi

non vedono più.

 Cercare

 Cercare di dimenticare

Cercare di vivere

Cercare un futuro

Cercare di non soffrire

Cercare quello che si è perso

Cercare di illudersi che non è tutta un‘illusione

 

Babbo

Ho pianto

mentre soffrivi

e stavi morendo.

Ho pianto

perchè oggi non ci sei.

Ma ho pianto ancor di più

quando mi sono accorto

di non aver vissuto la tua

vita

e continuo a piangere

sperando che tu ascolti il

mio pianto.

 

Amore

 

Vivo perché mi aiuti a vivere

e morirei se non ci fossi più.

 

Per te darei la vita

e vivo solo per non lasciarti sola.

 

Senza di me saresti una creatura smarrita 

e ti addormenteresti sulla terra smossa e fredda

per continuare a scaldare il mio amore per te.

 

La rima si bacia dopo cena.

 

E’ un po’ di tempo che cerco

un’avventura con una brasiliana

la voglio bella, bona  e a letto anche

puttana.

 

La fantasia me la fa gia vedere,

un seno prorompente

e con un bel sedere.

 

Dalla caviglia all'inguine

deve esser superiore,

ci voglio perder tempo,

non meno di due ore.

 

Ci fossero problemi per capirsi,

non me la prendo, è uguale

è meglio che s' impari

a stare orizzontale.

 

Se poi ci son problemi

con ciò che ho detto prima

si prova in verticale

per non cambiar la rima.

 

Non cerco la stangona per fare passerella

se non è brasiliana va bene l’italiana

tanto la rima è quella.

 

La natura

Che bella una giornata sul fiume

a camminare,

senza far niente e a niente pensare.

Nei campi ho visto cogliere i frutti

e ho visto seminare.

Il fiume andare in secca

e i rovi germogliare.

Gli uccelli fare il nido

e i piccoli volare.

Che bello andar sul fiume a camminare.

 

La partita persa

Nascere due volte

nella stessa vita,

con un primo e un secondo tempo,

proprio come una partita.

 

52 minuti tirati a tavoletta

cercando di far tutto,

perché la vita passa

e non t’aspetta.

 

Nella ripresa

ho poi dovuto rallentare

non per volontà mia

ma a causa di un male

 

E adesso che  dopo 4 passi 

ho già il fiatone

capisco che la vita 

è un grande tormentone.

 

Fotografie

 

Estati ormai lontane,

mischiate con amore e con gaiezza,

piene di caldo e voglia di tutto,

ma senza giovinezza.

 

Di quelle estati,

ardenti e soleggiate,

rimangono soltanto

fotografie tagliate.

 

Inverni lontani un secolo,

mischiati con calore e contentezza,

pieni di freddo e voglia di far tutto,

ma senza la mia freschezza.

 

Di quegli inverni,

così come l’estate,

rimangono le solite

fotografie tagliate

 

Immagini sole, in un cassetto,

tristi, senza compagnia,

sole come le altre metà,

che sono andate via.

Africa

 

La posso solo immaginare,

pianure sterminate,

tramonti rossi

e molta gente che chiede da mangiare.

 

Senza

lacrime e sorrisi

ne un letto per dormire,

senza 

neppure un posto per morire.

 

Popoli

senza pretese,

senza neppure un Dio.

 

Questa è l’Africa che vedo io.

 

 

La vita

 

Occhi che hanno vissuto

Occhi che hanno riso

Occhi che hanno amato

Occhi che hanno creduto

Occhi che hanno sofferto

Occhi che hanno pianto

Occhi delusi

Occhi che non vedono più

Occhi spenti

 

Andata senza ritorno

 

Uno sguardo fuori e uno sguardo al mio padrone che

da tanto tempo non mi accarezza più.

Questo viaggio è inatteso. Troppo lontano.

Di solito andiamo a spasso a piedi e giochiamo assieme.

 

Tra poco sarà buio e a casa ci aspettano. Ma il viaggio continua.

Ecco ci fermiamo. Non vedo prati ma solo una lunga strada

e tanti fari. Non mi sembra il posto per giocare. Mi apre lo sportello e scendo.

Mi fido di lui. Lui è il mio padrone e io gli voglio bene. Ma che succede?

L’auto parte e si allontana. Adesso ritorna, io sono il suo cane. Sarà un nuovo gioco.

 

Rimango qui accucciato e lo aspetto. Tra poco verrà a riprendermi. Io sono il suo cane.

Le auto mi sfiorano e mi fanno paura. Comincio ad avere fame e sete e mi manca tanto il calore della casa e gli scherzi dei padroncini.

Sono ore che sono qui ad aspettare. Perchè mi ha lasciato qui? Non gli ho fatto niente di male e gli ho sempre voluto bene. 

 

Tra poco tornerà ne sono sicuro e andremo tutti assieme a fare

quella famosa settimana bianca.