Castiglioni è un centro che raccoglie e vanta importanti testimonianze dell'arte di ogni epoca che consentono una pagina di studio e di ricreazione.

Oltre a quelle conservate nelle varie chiese, molte opere sono collocate nella Pinacoteca attualmente sistemata nel palazzo comunale ma che verrà trasferita nei locali del Cassero. Del XII sec. è il Christus Triunphans , un bellissimo crocifisso di arte "primitiva" che proviene dalla cripta della vecchia Pieve; del XIII sec. è invece il Christus Patiens più volte attribuito al Margaritone, ma che si deve al Maestro di S. Francesco. Il grande Maestro aretino firma invece la tavola del S. Francesco una delle più antiche ed interessanti per la storia dell'arte, che per secoli è stata venerata in un altare della chiesa omonima. Il trecento è rappresentato da una coloratissima Madonna in Trono con Bambino del fiorentino Taddeo Gaddi, uno dei più originali discepoli di Giotto.

Le pitture del Quattrocento formano un nucleo importante che comprende un bel gruppo di opere senesi. Giovanni di Paolo è l'autore delle due parti rimaste di un polittico che rappresenta le mistiche nozze di S. Caterina col Salvatore. Ne restano la Santa e la Vergine col Bambino.

A Taddeo di Bartolo si deve il trittico con le tre figure immobili e frontali che rappresentano S. Caterina, S. Antonio e S. Michele.

Dello stesso secolo fanno parte due opere del Signorelli, Gesù, la Madonna e S. Anna e la Madonna della Misericordia; le Stigmate di S. Francesco e il S. Michele, due capolavori di Antonio Dei, più conosciuto come Bartolomeo della Gatta; la Piscina Probativa di Jacopo del Sellaio; la Madonna adorante il Bambino di Neri di Bicci; Madonna e Santi di Matteo di Giovanni; un Crocifisso con le Marie, miniatura in cartapecora di Parri Spinelli.

Tra le opere del '500 sono varie pitture di scuola fiorentina, aretina e umbra. Spiccano tra queste un tondo rappresentante l'Adorazione del Bambino, la Vergine col Figlio e S. Giovannino alla maniera del Graffione e l'Adorazione dei pastori di Domenico Mazzieri.

Per il '600 e '700 sono da segnalare un S: Girolamo alla maniera del Piazzetta, un grande ovale di Giandomenico Ferretti rappresentante l'Estasi di S. Teresa.

Se le opere pittoriche formano una raccolta importantissima, quella di oreficeria non è da meno proponendo una serie di magnifici pezzi: cammeo in sardoniche con montatura in argento dorato del IV sec. rappresentante un imperatore romano; un tabernacolo - reliquiario, manifattura umbra del XIII sec. con sportelli e 18 scomparti contenenti reliquie di Santi; un reliquiario a forma di croce greca del XIII sec. in rame dorato; due turiboli in rame lavorato a traforo e sbalzato del XIV sec.; un reliquiario di S. Bernardino del XIV sec.; un reliquiario del XV sec. in rame dorato sbalzato e cristallo di rocca; un reliquiario in rame dorato e argentato a forma di braccio; un reliquiario a sole del XV sec. in rame dorate con pietre dure e smalti; un braccialetto in metallo dorato e pietre dure del XVI sec.; una collana con 137 perle di corniola e turchesi del XVII sec.; due calici in rame e argento dorato del XVI sec.

Tra tutte le opere di oreficeria si elevano, per bellezza e per rarità una grande croce filigranata in argento dorato - La Croce Santa - opera francese del XII sec. che custodisce le reliquie del legno della Croce e della Spina e uno splendido busto reliquiario di S. Orsola, bellissimo esemplare di arte franco-renana del XIV sec. in argento dorato su una base circondata da una fascia di smalti traslucidi.

Delle prime cose che fanno parte di ritrovamenti archeologici nel territorio sono esposti; un   pendente aureo   a granulazione del IV sec. a.C.,

una moneta d'oro di Teodosio II, V sec. d.C.

Completano la pinacoteca parati sacri del XV e XVI sec.; una ricca collezione di manoscritti e vari incunaboli.