Sorto
sulla cima di un colle Castiglioni si è poi adagiato sui suoi fianchi in modo
da affacciarsi sulla vasta estensione della Val di Chio.
L'espansione
urbanistica degli ultimi decenni ha creato a valle più insediamenti abitativi
che formano nuovi quartieri ma il Centro conserva la struttura del borgo antico.
Le
mura, con il Cassero, sono la testimonianza dello sviluppo medioevale del paese
e ne tracciano la storia mediante i vari circuiti.
Molti
tratti delle mura sono stati alterati e sbassati per ricavarne materiale da
costruzione o per dare aria e luce alle case, ma per entrare nel centro storico
occorre sempre passare attraverso aperture praticate nelle mura secoli fa e
collegate fra loro da un asse viario che attraverso tutto il centro da nord a
sud con l'andamento proprio della strada che scavalca il promontorio su cui si
è sviluppato Castiglion Fiorentino.
Una
visita al centro di Castiglioni dopo aver ammirato il panorama
della Val di Chiana dal muraglione dei giardini, può quindi iniziare entrando
da porta Fiorentina (già Aretina e S. Maria)
Procedendo subito a destra si costeggia un bel tratto delle antiche mura che,
dopo l'interruzione di una porticciola detta di S. Silvestro, risalivano fino al
Cassero.
Salendo
invece a sinistra ci si ritrova subito in
Piazza S. Francesco
che
prende il nome da uno dei fabbricati religiosi più antichi del paese. La
facciata della chiesa presenta elementi romanico-gotici specie nella slanciata
bifora sovrastata da un rosone. L'interno secondo l'uso francescano, è ad una
navata conclusa da un breve transetto con tre cappelle.
Tra
le cose migliori contenute nella Chiesa di S. Francesco sono due tele di Salvi
Castellucci (XVII sec), la Vocazione di S. Matteo (primo altare a destra) e la
Vergine del Carmine (secondo altare a destra).
Nel
terzo altare, subito dopo un particolare di affresco riferibile al 1400, si
trova un'Assunzione del Neringen; la finestra rettangolare del quadro presentava
fino a qualche tempo fa un S. Francesco, opera firmata del Margaritone,
ma oggi depositato in Pinacoteca.
Il
quarto altare in pietra arenaria fu scolpito da Filippo Berrettini. La nicchia
accoglie una statua lignea rappresentante Cristo catturato nell'orto, scolpita
dal Lambardi di Lucignano nel 1651 e che è trasportata in processione il martedì
santo dalla compagnia di S. Antonio.
Dalla
chiesa si entra in un grazioso chiostro
di
ordine toscano rifatto nel XVII secolo su un precedente del XIII, con lunette
del Pelliccioni raffiguranti la vita di S. Francesco ma che sono ormai in
pessime condizioni.
Risalendo
il Corso Italia si lascia sulla destra l'ex chiesa degli "Scolopi"
dalla caratteristica facciata a mattoni, per arrivare in Piazza del Municipio e
qui ci si accorge come il passato sia rimasto tale. Infatti, un bel loggiato detto vasariano per lo
stile ma che, in effetti, è opera di due bravi capimastri del 1500 (Bernardo di
Ghirba e Filippo da Bellinzona), crea una magnifica idea prospettica sulla
profondità dello spazio. Da tre grandi fornici aperti è godibile un bellissimo
panorama della Val di Chio.
La
piazza è dominata dalla sede del Comune o Palazzo S. Michele
rifatto
nel XVI sec. sul precedente palazzo dei Priori.
A
fianco del palazzo comunale si trova una rampa che porta verso il Cassero. A
destra domina l'austero Palazzo
del Pretorio addossato all'antica Pieve di S. Angelo e la massiccia torre
dell'orologio, elementi che, con il Cassero, costituiscono la testimonianza
dell'alto medioevo.
Salendo
sulla sinistra verso la chiesa, si trova subito la gran torre dell'XI-XII sec..
Su
questa torre, rinforzata da due speroni, fu incorporato nel 1500 il coro delle
monache stabilitesi nell'antica Pieve mentre sulla parte alta venne collocato
l'orologio del pubblico.
La
chiesa di S. Angelo, dall'esterno e dall'interno, rivela una struttura
architettonica che la fa risalire al XII sec. ed è quindi la costruzione più
antica del paese.
Avendo
tempo a disposizione sarebbe interessante percorrere le stradette che
costituiscono il primo anello viario intorno al Cassero: via delle Carbonaie, la
Badiola, Via Rosa, Vicolo del tribunale. Ma scendiamo giù per Piazza cioè per
Via S. Michele ove possiamo notare numerosi vicoli laterali che si vanno a
immettere su strade sovrastanti o sottostanti. Girando a sinistra ai
"quattro cantoni" ci si immette su Via S. Giuliano, costeggiando i
palazzi Torriani, Cesaroni e S. Chiara, si giunge alla piazza che ci pone
dinanzi la Collegiata tipico
esempio del tardo stile neoclassico del XIX sec. L'interno a croce latina con
cupola all'innesto del transetto è a tre navate divise da colonne. Negli altari
si conservano belle opere.
Primo
altare a destra: bassorilievo robbiano con S. Antonio;
terzo
altare a destra, la Vergine con Figlio in Trono, S. Giuliano, S. Michele, S.
Pietro, S. Paolo.
Cappella a destra: Terracotta invetriata di scuola robbiana con annunciazione.
Cappella di fondo: L'Adorazione di Lorenzo di Credi.
Cappella
a sinistra: La
Vergine con Figlio in Trono di Segna di Bonaventura.
Secondo
altare di sinistra: La Vergine con Figlio in Trono tra S. Stefano e S.
Bartolomeo, opera di Angelo di Lorentino.
La
tela della Trasfigurazione appartiene a Domenico Pugliani - la tavola del Cristo
deposto è del Naldini.
Tornando
indietro per Via S. Giuliano e percorrendo il "Borgo dei morti" Via
Adimari, si giunge in Piazza S.
Agostino.
L'omonima chiesa risale al XIII sec. è a una sola navata con abside a tre
cappelle divise da piloni ed archi in bozza e capitelli intagliati. Il soffitto
è a capriate. La chiesa servì per sepolcro a molte famiglie nobili come si
vede nelle lapidi del pavimento. Le tele degli altari (secondo a destra) è
un'opera di Filippo Berrettini. Sono piuttosto malandate e di autori del 16° -
17° secolo: l'Annunciazione, di Niccolò Ghiari; Il Martirio di S. Andrea, di
Pietro da Cortona o di Giacinto Brandi; la Vergine in gloria con S. Nicola e S.
Francesco, di B. Sartini; di maniera vasariana, S. Monica e S. Agostino in
adorazione. Piuttosto malandato è anche il piccolo chiostro attiguo, con pozzo
centrale in pietra dell'ex convento degli Agostiniani.
Da
uno dei vicoletti della Piazza vale la pena scendere alla trecentesca chiesa
di S. Stefano e S. Lazzaro,
edificio romanico-gotico costruito prima del 1350. La chiesa è a unica navata
con pareti coperte di affreschi trecenteschi tra i quali è una grande
Crocifissione che occupa l'intera parete di fondo.